CREDITS
regia di Giada Vailati, Francesco Sacco
con Giada Vailati
musica di Francesco Sacco
realizzato con il supporto di Tagli e Museo Novecento Firenze
“Questo è il mio corpo (un’altra Ofelia)” nasce da un percorso di ricerca attorno al personaggio di Ofelia, la cui vita e morte raccontano un particolare rapporto con il possesso del corpo, destinato al sacrificio per l’espiazione di peccati altrui. Il suo corpo, come quello di ogni ragazza della sua epoca, appartiene al padre, in attesa di essere passato in consegna a un futuro marito: la frizione fra la prospettiva di Ofelia e quella del mondo circostante investe il personaggio di una sorta di predestinazione, la sua morte assume un aspetto sacrificale, avvicinandola alla figura di Cristo. Nato nel 2021, nel pieno degli anni della pandemia, questo spettacolo indaga temi estremamente contemporanei: la proprietà dei nostri corpi in relazione ad una dimensione etica, talvolta sacrificale, è all’ordine del giorno. I nostri corpi ci appartengono? Questo è il mio corpo (un’altra Ofelia)” mette in scena un rituale di riappropriazione attraverso la perdita: movimento e suono si concentrano sulla ripetizione, creando un loop potenzialmente eterno, una gabbia di movimento in cui da soggetto agente il corpo diventa agito.
*“Va’ in un convento. Perché ti vuoi fare procreatrice di peccatori? Anch’io son virtuoso abbastanza, e tuttavia mi potrei incolpar di tali cose, da pensar che sarebbe stato meglio mia madre non m’avesse partorito.”
(Amleto, atto III, sc. 1)
“Questo è il mio corpo, offerto in sacrificio per voi”
(1Corinzi 11:23)
“Ninfa, nelle tue preghiere, ricordati di tutti i miei peccati.”
(Amleto, atto III, sc. 1)